L' intimista atmosfera autunnale e l'ennesima figura da ebete mi inducono a scrivere questo post di autoanalisi che, mi auguro, serva a giustificare o almeno a rendere chiaro il motivo per cui a volte la mia attività cerebrale sembra azzerata.
Mia madre ,usando termini meno espliciti, mi ha sempre rimproverato di avere la faccia come il culo; secondo la sua saggia opinione la mia sfacciataggine è a dir poco leggendaria , essendo stata la sottoscritta , fin dalla più tenera età, totalmente priva del senso dela vergogna o della prudenza nelle azioni così come nei pensieri. Una spericolata sfrontatezza che che pur lambendo a tratti l' autolesionismo mi ha generalmente facilitato in molteplici situazioni di natura lavorativa.
Tuttavia la mancanza di freni inbitori è inspiegabilmente obliterata da una patologica timidezza quando di fronte a me c'è qualcuno che mi piace profondamente; accade allora che le guance comincino a scottarmi , che i pensieri si rifugino in un angolo remoto della mia testa e alle labbra affiorino cazzate di colossali dimensioni.
Pensavo che crescendo questa iattura sarebbe stata scongiurata ma mi rendo invece conto che il mio problema tende ad acutizzarsi con l'età . Oggi sono obbligata a scrivere questo post in mia difesa : Se tu che leggi mi hai vista balbettare insipienti osservazioni con lo sguardo vacuo, sappi che accade perchè mi piaci tantissimo!
martedì 19 ottobre 2010
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